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Luciano Berio Sequenza V

In Sequenza V per trombone solo fa capolino il ricordo di Grock, l'ultimo grande clown. Grock era il mio vicino di casa a Oneglia: abitava una strana e complicata villa in collina, in una sorta di giardino orientale con piccole pagode, laghetti, ponti, ruscelli e salici piangenti. Sovente con i miei compagni di scuola davo la scalata ai cancelli per rubare arance e mandarini dal suo giardino. Durante la mia infanzia, la vicinanza, l'eccessiva familiarità con il suo nome e l'indifferenza degli adulti mi impedirono di comprendere il suo genio.

Solo più tardi—avevo circa 11 anni—ebbi la possibilità di assistere a un suo spettacolo sulla scena del Teatro Cavour di Porto Maurizio, e lo compresi. Durante uno dei suoi numeri, una volta soltanto nel corso della serata, interrompeva improvvisamente i suoi gesti e, fissando il pubblico con uno sguardo disarmante domandava: WARUM (perché). Non sapevo se dovevo ridere o piangere e avevo voglia di tutte e due. Dopo questa esperienza non ho più rubato arance nel suo giardino. Sequenza V è un omaggio a quel «perché» in lingua inglese: why.

(Luciano Berio)