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Agorsino Di Scipio Os, oris (schizzi dell'aria che manca)

Il titolo mette al centro la fisicità della bocca come oggetto dell'azione (nominativo: Os) e come oggetto specificato dell'azione (genitivo: Oris). Per un verso si tratta di una musica annotata su carta, ma per altro verso può difficilmente essere ridotta alla notazione scritta: il suono emerge, per così dire, in un contesto di traduzione orale... Il sottotitolo aggiunge solo che si tratta di suoni che, invece di aggiungere altra aria, altra musica, altra espressione, si limitano a offrire all'ascolto pochi soffi, sbuffi d'aria, movimenti di labbra e lingua, etc. — lo stretto necessario a continuare a respirare, in una situazione (quella presente) di mancanza d'aria.

In questa musica due tecnologie sono poste a confronto: non si tratta di un "solo" per trombone con aggiunta di effetti hi-tech, ma di un vero e proprio "duo", in cui le due componenti (con tutte le sue sottocomponenti) diventano parti integranti di un sistema, creando una piccola "nicchia ecologica" nella quale ogni elemento influenza l'altro e codetermina, con l'altro, il tutto. Il che non è senza conseguenze, dinamiche e mai complete, sulla rispettiva identità, sul rispettivo "timbro".

(Agostino Di Scipio)