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Raffaele Bellafronte Afrika

Quando “Afrika” (2001) nasceva nelle mie intenzioni era destinato alla tromba e al pianoforte.

Dopo uno scambio di opinioni sulla partitura con Michele Lomuto, il quale sosteneva che il pezzo fosse pensato e scritto per trombone, ho rivisto la mia idea di partenza.

È un brano che si alimenta del fascino ipnotico della musica tribale, anche se il significato percussivo ed ossessivo del fatto musicale si incrocia con le sensuali curve melodiche che riallacciano i fili con una cultura più occidentale.

Il percorso poliritmico e polifonico dei due strumenti è dato dallo scambio di funzioni tra il trombone e il pianoforte che si alternano in un dialogo con continui spostamenti metrici ed alimentano una tensione costante dove il senso profondo del movimento si placa solo alla fine.

(Raffaele Bellafronte)